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Mercoledì, 29 Luglio 2020 09:10

Franco Bruna

franco brunaFranco Bruna è stato uno dei più interessanti caricaturisti italiani del Novecento. Pittore, illustratore, incisore e scultore, dedito ad ogni forma di sperimentazione artistica ha saputo, con la caricatura, trovare una forma di comunicazione che nel corso degli anni ha preso forma sempre più personalizzata. La sua arte è stata in costante mutamento, con perfezionamenti e migliorie che l’esperienza gli ha donato.


Il suo tratto gentile non cercava, come accade spesso nella vignetta di satira politica, di cogliere motivi di deformazione tali che volessero mettere alla berlina il soggetto ritratto.
Lui voleva prendere ciò che donava la somiglianza per mostrarlo al meglio. La gentilezza ha contraddistinto la vita di Bruna, sia sotto il profilo personale e umano che nell’ambito lavorativo. La delicatezza delle tavole realizzate per illustrare “Pinocchio” e “Alice nel paese delle meraviglie” ne sono una prova, così come i deliziosi ritratti di personaggi famosi con i loro gatti, oggetti di più mostre pittoriche, che gli hanno donato grande ammirazione da parte del pubblico, grazie anche a questa caratteristica. L’armonia compositiva che caratterizza tutte le sue opere trova ottimo riscontro anche nelle caricature, che sono affrontate, da parte dell’artista, con la stessa volontà di realizzare un’opera esteticamente gradevole con contenuti miti e non aggressivi.


Il grande salto artistico avviene con le collaborazioni prima a L’Espresso e poi a Panorama dove, dopo anni di caricature in bianco e nero per i più importanti quotidiani italiani, ha modo di potersi esprimere con il colore, con sfumati toni acquerellati, che sostituiscono il tratteggio dei suoi primi lavori. Franco, che ben conosceva e amava il colore, avendo anche realizzato bellissime copertine di Zio Paperone in perfetto stile di Karl Barks, trova la forma per potersi esprime in modo pieno.
Scorrono quindi personaggi della politica e della televisione, colti non nel difetto, ma nel loro momento migliore, quasi come la caricatura diventasse l’occasione di mostrare il meglio anziché cogliere solo la deformità.

 

Per anni, la caricatura e il grottesco, sono stati considerati in tono minore dalla storia dell’arte, proprio per il fatto che mostravano il “brutto”, a differenza dell’intento artistico del pittore che voleva cogliere il “bello”. I suoi lavori diventano quindi momenti quasi di pittura antica, quella pittura che veniva commissionata dalle famiglie benestanti che si facevano ritrarre per lasciare un segno di potenza e di memoria, che avrebbe affrontato il tempo. Allo stesso modo le sue caricature fissano nel tempo il personaggio e lo rendono oggi, a distanza di anni, così com’era in quel momento. Una bellissima galleria di memorie legate alla storia contemporanea, sia del mondo del cinena sia di quello della televisione, ma anche della politica e della letteratura. Le sue caricature potrebbero, da sole, costituire una pinacoteca, affresco del Ventesimo secolo, particolarmente italiano, per non perdere traccia o memoria di personaggi che sono stati, ciascuno con le proprie peculiarità, significativi e importanti.

 

Il garbo e la torinesità che conservano le sue opere sono segno di distinzione importante. Non vi è severo distacco ma voglia di conoscenza nell’intento illustrativo. Per questo i suoi disegni saranno, anche in un domani, testimonianza di un tempo e di un’epoca, con la volontà di aver saputo portare “il bello e l’estetizzante” all’interno del campo della caricatura, che assurge, anche con le sue opere, a modello di storia dell’arte contemporanea. E di questo lo ringraziamo, con profondo affetto e sincera ammirazione.

Informazioni aggiuntive:

  • Sottotitolo: Il "tratto magico" di un artista a tutto campo
Pubblicato in Biografie
Mercoledì, 29 Luglio 2020 09:10

Giorgio Cavallo

giorgio cavalloGiorgio Cavallo è stato un grande maestro della satira. La nostra associazione non ne può prescindere per cui, per mantenerne vivo il ricordo e continuare a far conoscere le sue divertenti opere, troviamo giusto proporre una piccola galleria di vignette.
È allo studio una nuova esposizione antologica con molti suoi lavori. Il sogno del Centro Studi Vivere dal Ridere è quello di poter avere un giorno un museo dedicato a satira e umorismo dove poter raccogliere tutti i suoi lavori.

 

Nato a Moncalieri, in provincia di Torino, è scomparso nel 1994. Dopo un esordio in banca per render felice la famiglia, capisce che la sua strada è legata al mondo della grafica, per cui incomincia ad operare nel campo della pubblicità ed inizia a collaborare con vari giornali attraverso i suoi disegni umoristici. Complice di questa passione una vignetta pubblicata nelle Cartoline del pubblico de La Domenica del Corriere sul finire degli anni Quaranta. Dalla metà degli anni Cinquanta le sue opere iniziano a comparire su Sette Giorni, La Gazzetta del Popolo e Il Travaso delle Idee, quest’ultima una delle più prestigiose riviste umoristiche dell’epoca. Seguiranno di poco le collaborazioni con il settimanale L’Europeo, dove dal 1958 al 1973 avrà una sua rubrica fissa - La settimana vista da Cavallo -, Selezionando, la rivista della Lancia, Oggi e Candido a cui viene chiamato da Giovanni Guareschi che lo ammira come disegnatore pur non condividendone le idee politiche (tra persone intelligenti queste collaborazioni sono possibili).

 

Nel 1959 vince la Palma d’Oro a Bordighera, una sorta di Oscar per il miglior vignettista dell’anno che lo consacra definitivamente e lo rende l’autore italiano più celebre del momento. I suoi lavori vengono ripresi da riviste di tutto il mondo, dalla vicina Francia al lontano Giappone ed è inserito negli annuari dei migliori vignettisti mondiali. La sua celebre firma con gli occhialini diventa una caratteristica costante dei giornali internazionali.

 

Nel 1973 abbandona tutto e si mette a girare per l’Europa alla ricerca di nuove esperienze. Rientrato in Italia nel 1977 Maurizio Costanzo lo chiama a La Domenica del Corriere. Da allora si susseguono le collaborazioni a Stampa Sera, Satyricon (inserto de La Repubblica) Illustrato Fiat, Il Collezionista (rivista filatelica di Bolaffi), La rivista dell’Italgas, Guerin Sportivo, La Stampa sino alle più recenti L’Eco del Chisone, Radiocorriere TV e Tuttolibri, inserto de la Stampa, su cui commenterà, dal 1987 ogni sabato sino alla sua scomparsa, un libro in classifica. Nel frattempo vince il Premio satira politica di Forte dei Marmi nel 1981 ed espone in rassegne umoritiche nazionali e internazionali riscuotendo sempre grandi successi. Suoi disegni sono esposti in musei di settore di tutto il mondo e in particolare a Basilea, all’interno del Museo della caricatura, ha una sala dedicata.


Ha pubblicato i libri: 33 frati e mezzo, Uomini e mobili, Si fa per sterzare, Pronto chi ride, Proposte PRO poste, Cavallo da Tiro, Equilibri, Mal costume mezzo gaudio e i postumi L’indignato, Giorgio Cavallo 1927- 1994 e Cavallo L’Europeo (tutte e tre cataloghi delle relative mostre).

 

Dal 1999 al 2009 Dino Aloi e Claudio Mellana hanno dato vita la Premio Giorgio Cavallo per la satira e l’umorismo con il Comune di Moncalieri premiando grandi artisti del settore. Gli artisti coinvolti sono stati Giuliano Rossetti, Alberto Fremura, Franco Bruna , Massimo Bucchi, Lido Contemori, Sergio Staino, Alfredo Chiappori, Silver, Enzo Lunari e Francesco Tullio Altan.
Mostre postume: Il Cavallo nascosto, Salone del libro di Torino 1995 e Giorgio Cavallo, Festival dell’umorismo di St. Esteve (Fr) 1999 entrambe curate da Dino Aloi.

Informazioni aggiuntive:

  • Sottotitolo: Biografia in pillole di un grande umorista internazionale
Pubblicato in Biografie
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